Sperma D.O.C
È che la paura ha lo stesso sapore del peccato.
E Kri quella sera non aveva problemi di orario, e aveva bisogno di
sperma nuovo. Guardò l’orologio erano quasi le due. Parcheggiò la sua
Classe A lungo il viale di Marina di Ravenna e si diresse verso la taverna
Bukowski. Il tacco da 12 le slanciava la gamba e lo sguardo,
sicura e decisa si avviò verso uno sgabello del bancone.
Aveva nella borsa, ripiegata in quattro parti, una banconota gialla
da 200 euro, prima di uscire l’aveva sfilata dal portafoglio del marito.
Schioccò in alto le dita per attirare l’attenzione del barista, gli chiese
un bicchiere d’acqua, non voleva rovinarsi il palato, lui grugnì, come
se fra le tante cose che lui offrisse avesse scelto la peggiore.
E’ che la trasgressione ha lo stesso sapore del mistero.
Tutto andò da se, mentre la mano portava il bicchiere alla bocca, gli sguardi
affamati di tutti gli avanzi della notte erano su di lei. Si immobilizzò con il
bicchiere sulle labbra, la lingua piroettò fuori a cucchiaio, lappando
golosamente la fresca bevanda. Continuò finche non fu sicura di aver
agganciato il suo sguardo, era uno splendido esemplare di maschio, era seduto vicino all’uscita e aveva interpretato il suo codice. Lanciò due euro sul banco e scivolò fuori dal locale ondeggiando. Puntuale come una doglia, sentì la sua voce:
“Ehi, tesoro, vuoi spassartela? Ho quello che ti serve!
È che la tentazione ha lo stesso sapore del proibito.
Portava una camicia bianca slacciata sul petto che le procurava una fitta di piacere
ogni volta che lo guardava. Lui sogghignò e le fece segno di seguirlo, camminarono verso la zona più malfamata, attorno solo case abbandonate ed edifici cadenti. Lui proseguiva spedito nel buio più totale tenendola per mano. Varcarono una porta.
Percorsero un lungo corridoio con il pavimento di legno. L’eco dei loro piedi si levò verso i piani superiori come il rumore di uno stormo di uccelli spaventati. Salirono tre rampe di scale e si inoltrarono in un altro corridoio, in fondo al quale c’era una porta.
Lui l’apri, ma lei non vide altro che buio. La bloccò e le chiese quanto volesse spendere, lei tentennò pensando da dove provenivano i 200 euro. Era terribile pensò, era l’ultima volta, se riusciva ad uscirne stavolta non ci sarebbe più ricaduta, questo fu il suo ultimo pensiero brutto poi lui le diede la bottiglia di sperma del 1999 e tutto le sembrò più lieve.
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il mio commento si perde in mezzo a tutte queste scritte che vedo sotto il post, ma non so se tu riesci a vederle…
Le vedi solo tu barò, oramai sei rimasto l’unico ad usare ancora Internet explorer!!
A me risulta che il 1999 sia stata una pessima annata…
punti di vista spermatici (ma che te lo dico a fare)
elloso, con Mozilla non si vedono, ma metti che uno ce l’ha i.e. e lo usa pure? :))
è ora di cambiare barò, guarda avanti, non aver paura del nuovo!!!
krì, secondo me, è quel piercing che ti sei messo sulla lingua che ti fa dire stronzate…ma è un piercing almeno?
PS: ma sto cazzo di coso nero sullo sofndo non si può togliere che mi sembra di scrivere su un manifesto funebre?
ma secondo me sto rincoglionendo io, sono entrata con sto cazzo di i.e. per vedere ilmondo come lo vedi te, fa davvero schifo.
ma il nero sfila, infatti non fanno preservavivi di quel colore
secondo me, krì tu stai bene con qualsiasi colore, bianco, nero, bianco-nero, e pure a pois… a pois forse fanno pure i condom…
pois in francese vuole dire pisello.