Incontro al buio

Bevo troppo mi masturbo e mi vergogno.
Mi vergogno perché bevo e mi masturbo.
Per non pensarci ci bevo su.

Sono i rovescioni che mi fregano, quando faccio delle somme. Ho imparato il trucco, se la differenza è di 9, è perché ho invertito l’ordine delle cifre, ripasso velocemente la strisciata della calcolatrice e correggo, fino ad ora questa mia disattenzione mi aveva procurato solo qualche nota di richiamo dell’amministrazione per a qualche riepilogo settimanale che avevo inviato errato.
Non capisco quale logica seguo ma ci sono numeri che se mi si presentano vicini, io li inverto, e la cosa sta diventando sempre più frequente anche nel quotidiano. Non è certo per giustificarmi che racconto questo, non ho bisogno di giustificativi, mi basta una buona birra e il cielo sta su un po’ meglio. Perché quando mi ha chiesto la scala, non aveva ancora terminato la frase che mi sono bagnata, è volgare, volgarissimo dirlo, ma ho avuto la percezione del cotone bagnato del perizoma a contatto con la pelle più sensibile appena depilata. Strano perché da un po’ il mio corpo ha bisogno di essere guidato anche per scoreggiare. Sono affamata di nuovi stimoli. Cerco quella mia bestialità, e questa idea della scala mi ha spiazzato. Perché di solito sono le aspettative a me che mi fregano. Quando ho letto l’inserzione di un incontro al buio a domicilio su internet, mi ero preparata alla solita squallida presentazione del belloccio con le sopracciglia disegnate tutto muscoli che mi arriva a casa in giacca e mi si spoglia tipo california dream man. Per carità per riempire il mio vuoto con 400 euro andava più che bene, ma mi sto ricredendo, questo vale davvero di più. E lo sa pure lui il suo potere, perché mi ha chiesto dov’è la caldaia, riuscendo a celare la forte allusione, usando un tono molto professionale. Ancora incredula l’ho accompagnato in bagno, lui mi seguiva. Il mio passo di solito sicuro sui tacchi del dodici, rivelava tutta la mia emozione. Il passo incerto aumentava l’ondeggiamento della vestaglia trasparente. Quando ha sistemato la sua borsa degli attrezzi, la sua “copertura” da idraulico mi stava facendo impazzire di piacere, mi sono arrampicata sulla lavatrice e ho cominciato a spogliarmi lentamente. Lui fingeva di non guardarmi, mentre trafficava con lo sportello della caldaia, lo ha fatto per una buona mezz’ora, il tempo che è servito per infilarmi tutto l’infilabile dentro, dalla chiave inglese all’impugnatura del grosso cacciavite a stella. Quando mi ha rilasciato la fattura di solo 80 euro ho notato nell’intestazione della ditta di termoidraulica, la similitudine con il numero di telefono della ditta su internet che faceva incontri al buio.
Bevo troppo mi masturbo e mi vergogno.
Mi vergogno perché bevo e mi masturbo.
Per non pensarci ci bevo su.

Pubblicato in: on Novembre 1, 2007 at 4:56 pm Commenti (9)
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